Guide ai sistemi di allarme anti intrusione
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I giornali ne parlano tutti i giorni, per le questure è un problema difficile da gestire, e la quantità di furti aumenta quotidianamente, e non possiamo neanche immaginare che la polizia abbia la possibilità di difendere tutti i cittadini. Quindi ognuno di noi si deve affidare a tecnici esperti della sicurezza, sia attiva che passiva. Il primo punto da affrontare è la valutazione dei beni presenti nella propria abitazione. La valutazione del rischio si affronta facendo un’analisi di tutti i beni presenti in ogni ambiente,calcolando il presunto valore economico ed affettivo. In questo senso possiamo distinguere tre categorie differenti: 1-La sicurezza della persona e della famiglia. 2-Beni di dimensioni modeste(suppellettili, quadri, tappeti ecc.) 3-Beni di grosse dimensioni.(mobili ecc.) -Indubbiamente la sicurezza della persona è la problematica più importante, e deve essere valutata sia dal punto dell’aggressione personale, sia dal punto psicologico. -I beni di piccole dimensioni sono gli oggetti più graditi ai ladri, perché facilmente asportabili e poi rivendibili, quindi devono godere di maggior protezione. -Per i beni di grosse dimensioni esiste la possibilità che vengano danneggiati o addirittura asportati. Per questa ultima tesi un buon impianto di allarme riduce notevolmente i problemi. Alla luce di quanto sopra descritto possiamo affermare che il furto di piccoli oggetti è difficilmente evitabile, perché i ladri sanno che nel giro di pochi minuti non può intervenire nessuno. Per gli oggetti più grandi invece il ladro ha bisogno di condizioni più favorevoli. Detto questo possiamo valutare più attentamente i componenti necessari per ottenere la migliore protezione. Esistono due tipi di protezione, quella passiva e quella attiva. Le protezioni passive hanno la funzione di ostacolare l’intrusione, e sono identificate come, porte blindate, cancelletti per finestre, infissi blindati. Quelle attiva si riferiscono al sistema elettronico di allarme con l’utilizzo di specifici sensori. L’integrazione dei due sistemi, considerando anche i costi, è sicuramente la cosa ideale per ottenere una buona protezione. Parliamo, ora, della valutazione di un buon sistema di allarme elettronico. La scelta dell’installatore: Per effettuare una corretta valutazione dell’installatore è necessario prendere in considerazione tre punti essenziali: -Professionalità -Esperienza. -Assistenza. La professionalità determina la sicurezza della scelta,un professionista non rileva ad alcuno il tipo di allarme installato e tanto meno i codici o altre informazioni inerenti al sistema. L’esperienza, oltre a garantire un’elevata conoscenza dei prodotti esistenti sul mercato, assicura la corretta scelta del tipo di protezione ed un’installazione realizzata a regola d’arte.(evitare di affidarsi ai soliti factotum occasionali). L’assistenza è un altro punto fondamentale, perché l’impianto di allarme non può essere paragonato ad un televisore, che si accende e spegne quando si vuole,il sistema di allarme è vivo e va’ mantenuto efficiente nel tempo, sia per avere sempre la giusta protezione, che per evitare che lo stesso suoni nei momenti sbagliati, magari durante le ferie o quando si è assenti, provocando malumori tra i vicini e per evitare denunce per provocato falso allarme. Gli installatori, generalmente, propongono al cliente una sorta di contratto di assistenza programmata,ed eventualmente un pronto intervento 24ore su 24, le condizioni variano da installatore ad installatore.Comunque un installatore che offre un contratto di assistenza è sicuramente da preferire, perché significa che questa è la sua professione quindi ha tutto l’interesse a continuarla al meglio, mantenendo il sistema sempre al massimo della sua potenzialità. La scelta dei componenti. I componenti di un buon sistema devono rispettare almeno i requisiti di legge, perciò devono essere contrassegnati dal marchio CE. E’ meglio affidarsi a prodotti di aziende italiane, che siano sul mercato da almeno 10 anni, e che abbiano la capacità di produrre sistemi innovativi, e che mantengano in produzione,per almeno 10 anni, i prodotti più vecchi, e che riconoscano una garanzia affidabile. Un sistema di allarme è composto da: CENTRALE. La centrale è il cuore dell’impianto, elabora continuamente i dati provenienti dalle sue periferiche (sensori,tastiere,chiavi,sirene ecc.)anche ad impianto spento, vi si trova l’alimentatore/carica batterie, la parte elettronica di elaborazione, la morsettiera per il collegamento delle periferiche e la batteria. Nella scelta della centrale bisogna tenere in considerazione che il sistema,in un secondo momento, può essere ampliato aggiungendo altri sensori quindi è sempre meglio sceglierne una che abbia questa possibilità. Inoltre deve poter parzializzare, cioè poter inserire solo una parte di impianto escludendo l’altra, fare delle esclusioni di zona e dare indicazioni di anomalie. ORGANI DI COMANDO Per attivare , disattivare o parzializzare il sistema accorre operare con un inseritore a chiave o con una tastiera. La scelta può essere soggettiva, e comunque dipende dalle circostanze. SENSORI. I sensori sono gli apparati che controllano le eventuali intrusioni, e possono essere interni o periferici. Generalmente quelli interni sono i volumetrici, cioè controllano il volume dell’ambiente e riconoscono il movimento, i volumetrici possono essere di tre tipi diversi: MICROONDA che sfrutta la riflessione di onde elettromagnetiche. INFRAROSSO passivo che riceve la radiazione emessa dai corpi che hanno temperatura differente da quella ambientale. DOPPIA TECNOLOGIA cioè che sfrutta sia microonda che infrarosso. A seconda delle applicazioni andrà scelto il modello più idoneo. Quelli periferici controllano le porte di accesso e le finestre. Possono essere installati selle persiane o tapparelle e sulle fineste. Negli ultimi anni si sta diffondendo la barriera. La barriera è un sensore che si installa, generalmente, tra la persiana e la finestra, è composta da due barre di alluminio scuro, una di fronte all’altra, creando, tramite raggi ad infrarosso, un ostacolo invisibile, chiunque interrompa qualche raggio genera un allarme. In fine troviamo i sensori a vibrazione o a microfono, le prime rilevano le vibrazioni provocate da martelli , mazze o altri arnesi atti alla demolizione di muri o di inferiate ecc. I microfoni invece avvertono la rottura del vetro, che può essere di una finestra o di altro. SIRENE Le sirene sono il mezzo con il quale il sistema comunica con l’esterno per mezzo di frequenze udibili (dai 100 ai 120 decibel), e possono essere auto alimentate, da esterno, o no , da interno, sempre estremamente necessarie. COMBINATORE TELEFONICO Al giorno d’oggi è l’elemento più consigliato dagli installatori, consente di avvisare, tramite linea telecom o gsm (cellulare) l’utente, la vigilanza, le forze dell’ordine o centri d’ascolto dell’avvenuto allarme. Queste apparecchiature possono inoltre essere interrogate e quindi dare informazioni tecniche sul sistema, possono attivare comandi tramite codici, (accendere il riscaldamento o l’impianto d’irrigazione e altro) tutto questo lontano dai locali deve è installato l’apparecchio facendo una semplice telefonata. CONCLUSIONI Valutare bene il tipo di protezione con un installatore di fiducia, installare una centrale poco più grossa di quello che serve, collegare il sistema con un combinatore per essere avvisati di un’eventuale intrusione ed estendere il collegamento anche ad un centro tecnico che controlla e verifica la buona funzionalità.